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Irpinia da scoprire, sulle strade che incrociano l’antica ferrovia del vino
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La provincia di Caserta è la meno vitata della Campania, ma custodisce una storia antica: qui si produceva il leggendario Falerno, il vino degli imperatori romani, decantato da Plinio e da Marziale. Oggi le DOC casertane sono tre: Falerno del Massico, Asprinio di Aversa e Galluccio. La principale attrazione di questo territorio è senza dubbio la reggia vanvitelliana con il suo parco monumentale, ma meritano una visita anche il Borgo di San Leucio con le seterie borboniche e il nucleo medievale di Caserta Vecchia. Gli itinerari del vino in Terra di lavoro sono essenzialmente due e conducono gli enoturisti, tra mare e campagna, su rotte meno battute dal turismo di massa, autentiche perché rimaste ancora fortemente connotate da antiche tradizioni contadine.
Il primo parte dalle zone più interne, dalle terre vulcaniche del Roccamonfina (Mondragone, Cellole, Galluccio) che nascondono le leggendarie origini del Falerno e quelle del Galluccio; per proseguire nell’area dell’antica Liburia dove nasce il “vino più alto d’Italia”, l’Asprinio d’Aversa, con viti che raggiungono i 15 metri d’altezza, arrampicandosi ai pioppi. Il secondo itinerario si snoda tra le colline caiatine (Castel Campagnano, Caiazzo, e Frignano) dove tornano a nuova vita il Pallagrello e il Casavecchia
MONDRAGONE
Partiamo da Mondragone, un comune che si affaccia sul mare e che si trova tra la foce del Volturno e il Monte Petrino, che da ultimo promontorio della catena del Massico sembra proteggere la cittadina. Nel territorio comunale si continuano a scoprire nuovi insediamenti antichi ed importanti reperti archeologici di notevole pregio, ammirabili con una visita al Museo Civico, capace di raccontare la vita di questa terra dalla preistoria fino al medioevo.
CELLOLE
Poca strada verso nord lungo la costa ci conduce a Cellole, un paese che prende il nome dai fabbricati deii Pagus Cellarum edificati dai romani come deposito per i generi alimentari, i cui resti a cielo aperto sono tuttora visibili. È un comune piccolo, ma ricco di storia e fascino, in cui vanno visitate le diverse Chiese del centro cittadino, come la Chiesa Cristiana Cattolica di San Vito e Marco, la Chiesa Cristiana Cattolica dedicata a Santa Lucia e la chiesa Cristiana Avventista del settimo giorno.
GALLUCCIO
Ci spostiamo ora verso l’entroterra sino ad arrivare a Galluccio, situata in una posizione strategica che le ha consentito una storia millenaria. Il paese è immerso nei castagneti, e addentrandoci nel centro abitato veniamo colpiti dai vicoli tortuosi che la caratterizzano. Visitiamo la Chiesa Collegiata che ha un magnifico soffitto in legno e oro risalente al XCII secolo e un campanile in tufo dall’architettura gotica con una campana del 1102.
CAIAZZO E CASTEL CAMPAGNANO
Salutiamo Galluccio e partiamo alla volta di Caiazzo, fondata attorno all’ottavo secolo a.C. e occupata da Etruschi, Sanniti, Romani e Longobardi. Proprio a questi ultimi si deve la costruzione del Castello, che custodisce una Cappella del 1116. Oltre al Castello andiamo a visitare il Convento dei Cappuccini, Palazzo Savastano con la bella facciata tardobarocca e il maestoso portone, e la Chiesa di San Nicola de Figulis.
CASERTA E FRIGNANO
Scendiamo verso sud per una cinquantina di chilometri prima di incontrare Frignano, un comune alle situato alle porte di Caserta. La sosta nella città della Reggia è d’obbligo. Iniziamo la nostra visita recandoci alla Vaccheria, un borgo sviluppato tutto attorno a un edificio detto “vecchio” voluto dal re Ferdinando ed edificato in una posizione da cui si può godere di un panorama unico. L’aspetto del palazzo è quello di un’antica dimora con stalle per l’allevamento del bestiame, e al suo interno custodisce una piccola cappella e gli appartamenti reali. Qui vicino si trova anche la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, risalente al 1805, la cui facciata è di tufo a blocchi squadrati in stile neogotico.
Lasciata la Vaccheria è il momento di andare ad ammirare la Reggia, fatta costruire da Carlo di Borbone, re delle due Sicilie a Luigi Vanvitelli, per dare al Regno una nuova capitale, lontana dal mare e dalle minacce che da questo potevano venire. Visitiamo quindi il Palazzo Reale e i quattro splendidi Giardini. Spostandoci nel borgo medioevale dalla caratteristica pianta a scacchiera andiamo alla Cattedrale del XII secolo che domina la piazza con la facciata, il campanile duecentesco e il grande tiburio che conservano ancora elementi architettonici e decorativi arabo-siculi e pugliesi.



