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13 Maggio 2024Questo viaggio nel profondo sud della penisola (e della regione) ci porta in un territorio incantevole per le sue bellezze naturali a cavallo tra i due mari, viaggiando nel passato delle sue origini storiche: la Magna Grecia. L’itinerario parte dalla provincia di Vibo Valentia con la suggestiva Tropea, per poi continuare verso sud nella provincia di Reggio Calabria, dove potremo degustare due delle nove DOC della regione: la Bivongi DOC e la Greco di Bianco DOC. Durante il viaggio, potremo assaggiare molte tipicità gastronomiche della zona famose in tutto lo stivale, come la Fileja, una particolare pasta artigianale acqua e farina, o le frittole di maiale, piatto della tradizione tipico di Reggio Calabria.
TROPEA
Questo itinerario inizia da Tropea, in provincia di Vibo Valentia, uno dei paesi più suggestivi lungo la “Costa degli Dei”. Il prima immagine che ci viene in mente pensando a Tropea sono senza dubbio il mare cristallino e le sue spiagge chiare, ma questo comune ha molto da offrire oltre alle indiscutibili bellezze naturali. Tropea era già conosciuta dai Romani e la leggenda vuole che sia stata fondata da Ercole, di ritorno dalle Colonne d’Ercole. Diventa sede vescovile nel VIII secolo e, in seguito, vede il suo splendore grazie ai Normanni, per poi proseguire con gli Angioini e gli Aragonesi. A testimoniare il periodo normanno troviamo la Concattedrale di Tropea edificata nel XII secolo, che ospita le reliquie di Santa Domenica e, nelle pertinenze del vescovado, il museo diocesano. Sicuramente uno dei punti di maggiore interessi del paese è il Santuario di Santa Maria dell’Isola, costruito sulla cima di un promontorio un tempo separato dalla terraferma (da cui il nome “isola”), originario del VI secolo e poi ristrutturato in seguito a un grave episodio sismico nel 1905. Se doveste passeggiare tra i vicoli caratteristici di Tropea durante il mese di luglio, non potrete perdervi la Sagra del Pesce Azzurro e quella della celebre Cipolla Rossa di Tropea.
REGGIO CALABRIA
Il capoluogo sulla punta dello stivale è il centro più popoloso di tutta la Calabria e si affaccia sullo stretto di Messina. La sua storia millenaria ha inizio durante il periodo ellenico, dove Rhegion fu una delle prime colonie greche fondata nell’Italia meridionale, in un sito già precedentemente abitato dagli Ausoni, diventando col tempo una delle più importanti città della Magna Grecia. Dopo il periodo romano, diventa una grande metropoli di importanza strategica durante l’impero bizantino e per il successivo periodo normanno. Nel XIV secolo viene assegnata al Regno di Napoli e successivamente al Regno delle Due Sicilie, vivendo un conseguente periodo di crescita e modernizzazione. Visitando la città, la principale tra le architetture religiose è di certo il Duomo di Santa Maria Assunta che, con la sua facciata in stile eclettico-neoromanico, è l’edificio di culto più grande di tutta la regione. Nella parte alta della città, svetta il Castello Aragonese, edificato in epoca bizantina, per poi passare ai Normanni, agli Angioini ed infine a Ferdinando d’Aragona. Da non perdere è il Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria, oggi casa dei famosi Bronzi di Riace e custode di importanti reperti dall’era preistorica alla Magna Grecia.
PENTEDATTILO
Arroccato a 250 m s.l.m. sulla rupe del Monte Calvario, questo “borgo fantasma” rappresenta un vero e proprio gioiello storico dotato di un fascino unico e inalterato nel tempo. Il suo nome deriva dalla rupe di arenaria con la caratteristica forma a 5 dita (penta + daktylos, dal greco) che sovrasta il borgo e ha saputo conquistare la meraviglia di artisti stranieri come l’illustratore inglese Edward Lear e il litografo olandese Maurits Cornelis Escher. La sue origini sono da ricondurre al periodo greco, che lo vedono come importante centro calcidese, per poi attraversare la storia romana e quella bizantina, durante la quale è iniziato il suo lungo periodo di declino. Pentadattilo nel XVII secolo diventa il celebre scenario della tragica Strage degli Alberti, la famiglia che possedeva il feudo dal 1589. Addentrandosi nell’atmosfera magica e sospesa nel tempo di questo borgo, si potranno visitare l’antica Chiesa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo e la tomba di Don Giuseppe Alberti, ma anche il Museo Laboratorio delle Tradizioni Popolari, un’importante tentativo di far rinascere il borgo di Pentedattilo insieme alle botteghe ricavate all’interno delle case locali.
BOVA
Inserito nella lista dei borghi più belli d’Italia, il comune di Bova è considerato la capitale della cultura grecanica di Calabria, dando il nome alla Bovesia, l’area grecofona della regione con oltre 13000 abitanti. Il borgo è arroccato su una rupe ed è dotato di una serie di fortificazioni, risalenti alle invasioni saracene del IX secolo. Entrando dalle “porte turrite” si accedeva accedeva alla cittadina, per poi risalire verso l’acropoli nella quale ancora oggi si affacciano la Cattedrale della Madonna dell’Isodia (di origine Normanna) e il Palazzo Vescovile. Tra le strutture religiose che meritano la visita bisogna menzionare sicuramente la Chiesa di San Rocco, edificata nel XVI secolo e il Santuario di San Leo con la Cappella delle Reliquie. Salendo sulla cima dello sperone di roccia di Bova che domina tutta la valle, potremo osservare i ruderi di un antico castello Normanno, l’apice del sistema difensivo costruito durante gli assedi turchi. Qualora si volesse esplorare la cultura della comunità greca di Calabria nel suo centro più importante, vale la pena visitare il Museo della Lingua Greco-Calabra “Gherard Rohlfs”.
ROCCELLA JONICA
Roccella Jonica deve il suo nome dalla sua posizione, sorgendo sulla cima di una rocca naturale (detta Rupella o Aroccella). Sebbene si presumano origini legate alla Magna Grecia, le più importanti testimonianze storiche del suo passato le troviamo nel periodo medievale, a partire dall’imponente Castello Carafa che conserva all’interno delle sue mura la struttura di un vero e proprio borgo. Il complesso del castello racchiude anche la chiesa barocca di San Nicola di Bari e la Torre di Pizzofalcone che svetta sul territorio arrampicata su di una rupe. Scendendo tra i vicoli dalla zona fortificata, si accede al centro storico con i suoi palazzi nobiliari, tra cui la sede della scuola di filosofia Scholé di Roccella, e gli edifici di culto, come l’ex convento dei Minimi Paolotti e la chiesa di Sant’Anastasia. Proseguendo fino al lungomare, Roccella Jonica rientra nelle spiagge insignite della bandiera blu ed è una tappa perfetta per tutti gli amanti delle località balneari.

Cantine da visitare in provincia di Reggio Calabria
Azienda Agricola Cosimo Murace




