
Cantine Aperte Sabato 25 e Domenica 26 Maggio 2024
13 Maggio 2024
Franciacorta e le colline bresciane
13 Maggio 2024
Questo nostro itinerario ci conduce attraverso la bassa bresciana, la pianura è delimitata a ovest dalle colline della Franciacorta, mentre ad Est dalle colline moreniche del Garda, fino ad arrivare a Milano e alla sua provincia. Questo territorio, oltre ad essere padre di pregevoli vini e importanti denominazioni, ci farà conoscere le sue tipicità gastronomiche, come la robiola bresciana, il grana padano e piatti storici come i celebri Casoncelli.
BRESCIA
Brescia sorge nell’alta Pianura Padana allo sbocco della val Trompia, ai piedi del monte Maddalena e del colle Cidneo.
Il territorio – delimitato a nord dalle Prealpi Bresciane, ad est dalle Prealpi Gardesane e a ovest dai territori della Franciacorta – è in maggior parte pianeggiante; tuttavia tutto il versante sud del Monte Maddalena (compresa la cima) ricade nel territorio comunale, così che il comune di Brescia si trova ad avere un’escursione altimetrica di 770 metri.
Il centro storico è racchiuso nel perimetro della cinta muraria di epoca veneta, abbattuta tra la seconda metà dell’Ottocento e gli anni venti del Novecento, ed è sovrastato dal colle Cidneo sul quale è ben visibile il castello di Brescia. Il resto della città si espande geograficamente e visivamente su tutto il territorio circostante, racchiuso dalla cinta di monti prealpini, come il Monte Maddalena (ad est), ed il Monte Sant’Onofrio (a nord), anche se quest’ultimo non fa geograficamente parte del territorio cittadino, bensì dei comuni dell’hinterland Bovezzo, Lumezzane, Concesio e Nave.
GUSSAGO
Tra i tanti edifici di interesse storico, spiccano le numerose chiese e conventi che popolano il territorio, prima tra tutte la Santissima, antico convento domenicano eretto nel 1479 che domina l’intero paese dall’alto del colle Barbisone e che fu dimora per anni del pittore Angelo Inganni. La chiesa è diventata negli anni il simbolo del paese.
Tra le altre vi è poi la chiesa di San Rocco posta su di un’altura che conduce tramite il Sentiero delle Croci al santuario della Madonna della Stella, che sorge sul confine dei Comuni di Gussago, Concesio e Cellatica.
La chiesa parrocchiale è invece dedicata a Santa Maria Assunta e risale alla seconda metà del Settecento. Essa domina con l’imponente scalinata, Piazza Vittorio Veneto, diventando il cuore sociale della comunità, attorno a cui ruota la manifestazione più importante del paese: la festa dell’uva.
Gussago presenta scenari suggestivi, grazie al gioco tra antichi sentieri e le numerose alture: il punto più alto del paese è Quarone (Quarù), da cui si snoda un ruscello ed il sentiero recentemente sistemato. Vi è poi anche la vecchia strada che da Casaglio porta in cima al rilievo che fa da confine naturale tra i comuni di Gussago e Cellatica, dove sono presenti numerosi resti di muri e scalcinàcc, ovvero portali antichi costruiti per le proprietà private nei campi; lo stesso sentiero è un’alternativa per raggiungere il Santuario della Stella.
MILANO
La città poggia su un’unica tipologia di roccia, di origine fluvio-glaciale a cemento carbonatico, comune a tutta la Pianura Padana. La caratteristica principale è quella di essere facilmente carsificabile. Tale roccia si ritrova ricoperta dai sedimenti fluviali più recenti (quaternario) oppure è visibile lungo i principali corsi d’acqua, costituendo dei conglomerati che in Lombardia sono conosciuti come “ceppi”.
Lo stemma del Comune di Milano è costituito da uno scudo bianco o argento, a cui è sovrapposta una croce rossa; lo scudo è sormontato da una corona nera o oro. Il tutto è racchiuso ai lati da un ramo di alloro e uno di quercia, legati insieme da un nastro tricolore.
Nasce all’inizio del XI secolo dalla fusione dell’insegna della nobiltà, di colore rosso, con quella del popolo, di colore bianco.
Gran parte del patrimonio artistico-architettonico di Milano si trova nel centro storico, che deve il suo aspetto attuale a numerosi rimaneggiamenti urbanistici effettuati tra l’unità d’Italia e il primo dopoguerra.
Il monumento simbolo della città è la cattedrale di Santa Maria Nascente, più conosciuta con il nome di Duomo di Milano, situata nell’omonima piazza, centro della vita economica e culturale cittadina. A breve distanza si trova il settecentesco Teatro alla Scala, uno dei teatri lirici più famosi al mondo. A collegare Piazza della Scala e Piazza del Duomo è la galleria Vittorio Emanuele II, un passaggio coperto con strutture di ferro e vetro a vista in stile eclettico.
Altro monumento simbolo di Milano è il Castello Sforzesco, originariamente concepito come struttura esclusivamente militare, fu poi ridisegnato come elegante corte per i signori della città[67]. Più ad est si trovano la basilica di Sant’Ambrogio, considerata la seconda chiesa più importante della città, e il complesso ospitante la chiesa di Santa Maria delle Grazie e il Cenacolo Leonardesco, dichiarato patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO.
SAN COLOMBANO AL LAMBRO
San Colombano è un’exclave della provincia di Milano fra quelle di Lodi e Pavia. Dista 22 chilometri dal resto della provincia.
San Colombano produce l’unico vino DOC delle provincie di Lodi e Milano, chiamato appunto San Colombano. San Colombano si estende, per una buona parte, in una zona collinare, il punto più elevato del comune è Colle San Colombano (144 m), inoltre il comune dista 6 km dal fiume Po.
San Colombano è il nome di un monaco, abate, missionario evangelizzatore irlandese con il carisma del combattente, armato di spada e vangelo. Partito già anziano dalla sua terra d’origine, fu esule da lunghe e sofferte peregrinazioni nelle Gallie, transitò per questi luoghi all’inizio del VII secolo, diretto alla corte longobarda di Pavia. Qui lasciò il segno del suo apostolato convertendo al Cristianesimo le tribù padane stanziate sulle rive del fiume. La tradizione vuole che questo monaco convertisse gli abitanti dei colli al Cristianesimo ed insegnasse loro la coltura della vite, che ancora oggi conserva la priorità assoluta sui 12 km² dei dossi banini. Il ritrovamento di anfore vinarie e strumenti di cantina, conservati nel locale Museo Paleontologico Virginio Caccia, dimostrano che già in epoca romana la vite veniva coltivata sui colli per la produzione di vino; ma il santo patrono introdusse dalla Francia alcune tipologie di vitigni ora chiamate ancora con il suo nome. Egli a Bobbio nel 614 fondò l’Abbazia di San Colombano, operante sotto la Regola Colombaniana, e molti monasteri in Italia ed in Europa dipendevano da tale città assieme a territori come piccoli feudi monastici.





