
Scoprendo il Rosso Conero
13 Maggio 2024
Viaggio a Macerata
13 Maggio 2024
Il nostro viaggio parte alla scoperta del Lacrima Morro d’Alba tra le cantine che lo producono: è proprio grazie alla tradizione e all’orgoglio di alcuni produttori del territorio che tutti i ceppi di vitis vinifera coltivati con vitigno Lacrima hanno ottenuto la denominazione DOC, altrimenti sarebbero stati espiantati, a favore di altri. Si dice che il nome “Lacrima” derivi dal fatto che alcuni acini, quando raggiungono la piena maturazione, si rompono e, di conseguenza, “lacrimano” Inizialmente la zona DOC comprendeva solo Morro d’Alba,ora la zona è stata estesa anche a comuni limitrofi. Morro d’Alba è il nostro punto di partenza,cuore dell’omonima denominazione,e prosegue verso l’interno,nella zona segnata dal percorso del Fiume Esino: una zona caratterizzata da dolci colline in cui possiamo scorgere , lungo il nostro percorso, paesi come Belvedere Ostrense,Ostra Vetere, Serra de Conti e Montecarotto e proseguire poi verso l’Appennino con Maiolati Spontini e Castelplanio.Nel nostro percorso verranno toccati alcuni comuni compresi nella denominazione forse più famosa della regione:Il Verdicchio dei Castelli di Jesi. Queste sono le tappe di un itinerario dove arte, storia e natura non mancheranno di soddisfare anche i visitatori più esigenti,per bellezza e varietà dei luoghi.
MORRO D’ALBA
Nel corso della storia Morro d’Alba ha subito diversi mutamenti della sua denominazione (da Morro a Morro Senigalliese, a Morro di Jesi a Morro d’Alba). L’attuale denominazione di fu data nel 1862 in seguito ad una delibera consiliare del comune di Morro.Vanta il primato di essere l’unico borgo fortificato, in Italia, ad avere le mura percorse, per tutta la loro lunghezza, da un cammino di ronda, coperto e munito di arcate: la famosa “Scarpa”. Questa cinta muraria ha la forma di un pentagono irregolare con sei bastioni. Nel corso del tempo ha subito diverse ristrutturazioni tra cui quella, realizzata nel 1654, in occasione della quale fu autorizzata la costruzione delle abitazioni all’interno delle mura.
Da visitare il Palazzo Comunale e la Chiesa di San Gaudenzio,entrambi di origini settecentesche,e il Museo dell’Arte Mezzadrile,che conserva numerosi oggetti da lavoro tradizionali.
BELVEDERE OSTRENSE
Pochi chilometri e siamo a Belvedere Ostrense,nella valle del fiume Misa.Un piccolo borgo di origine medievale, le cui origini si aggirano intorno al XII°secolo.I monaci raccolsero le popolazioni superstiti dalla scorribande dei Goti di Alarico, aiutandole a coltivare i campi, a ricostruire abitazioni, abbazie e ad edificare fortificazioni, che frenassero le ambizioni dei feudatari vicini. Una di queste,fu costruita sul colle più elevato, da cui il nome di “Belvedere”.Nel 1862, il Consiglio Comunale, decise di aggiungere l’appellativo Ostrense, al fine di favorire una migliore collocazione geografica, sottolineandone la vicinanza con l’antico e famoso municipio di Ostra.
OSTRA VETERE
A circa 15 chilometri si trova Ostra Vetere, Antico centro di orgine mediovale, le cui vicende storiche e artistiche sono legate alla presenza di importanti comunità religiose. L’impianto urbanistico a terrazze del centro urbano di Ostra Vetere offre immagini e richiami suggestivi: svelte scalinate (come quella che da Porta Pesa conduce a Santa Maria di Piazza), caratteristici scorci (la costarella che si diparte dall’imboccatura di via Mazzini sino a Porta Nuova). La posizione del paese inoltre,offre l’opportunità di godere di scorci panoramici irripetibili: dal “belvedere” antistante il Palazzo comunale, dalla piazzetta situata fra Piazza della Libertà e via Mazzini, dai caratteristici “Giardinetti” e lungo svariati tratti della cerchia muraria.
SERRA DE’ CONTI
Serra de’ Conti è uno dei tanti centri di media grandezza che popolano la regione marchigiana Grazie al suo discreto stato di conservazione, si propone tuttora come esempio abbastanza significativo di impianto urbano di origine duecentesca riadattato e trasformato in età tardo-medievale e moderna sotto la spinta dei mutamenti economici e sociali. E’ presidio Slow food. Per la produzione della cicerchia (legume povero utilizzato per zuppe), a cui è dedicata una Festa,nell’ultimo week-end di Novembre.
MONTECAROTTO
Da molti secoli ha acquisito la connotazione di uno dei sedici castelli del Contado i Jesi, Montecarotto rappresenta idealmente l’incontro tra la vallata dell’Esino e quella del Misa. Il Panorama che si ammira dalle mura di questa cittadina è splendido: lo sguardo è in grado di abbracciare quasi tutta la provincia di Ancona, accarezzando le vallate di fiumi sino ad incontrare le cime appenniniche e la Gola della Rossa. Momento migliore per visitare questo comune è nei primi giorni di Luglio,durante la manifestazione Verdicchio in festa ,in cui di stappano centinaia di bottiglie di verdicchio accompagnate da pane e salumi.
MAIOLATI SPONTINI
Maiolati Spontini è situata a mt. 405 sul livello del mare ed ha una popolazione di 400 abitanti circa. In questi ultimi trent’anni si è registrato un aumento demografico dovuto soprattutto allo sviluppo della frazione Moie, il cui toponimo è abbastanza diffuso nelle Marche, soprattutto nella forma diminutiva Moiette, derivato dal latino medievale Mollie o Mollia e usato per indicare zone acquitrinose o ristagni d’acqua.
CASTELPLANIO
L’origine del nome è legata alle vicende storiche della vicina abbazia di S. Benedetto dei Frondigliosi, già citata in documenti del 1199 e dipendente dalla non lontana abbazia di S. Elena di Serra S.Quirico. La costruzione del castello in posizione pianeggiante nei confronti dell’abbazia dei San Benedetto ne determinò il nome in Castel del Piano, da cui Castelplanio.




